HABEMUS LAUREAM

No giuro, non mi sono arruolata nell’Isis. E no, tranquilli, non sono stata neppure rapita da qualche strano commando in qualche remota zona della terra in conflitto civile. A questo punto vi starete chiedendo se finalmente sono stata assunta da una testata giornalistica?! ENNO! Vi pare mai possibile? Qui le speranze di guadagnare anche un solo euro in questo settore sono direttamente proporzionali alla mia età che avanza (si siamo sui 26 e l’orologio biologico lavorativo scorre inesorabile).

L’assenza, però, devo dire che questa volta è più che giustificata. Non ci crederete (e non l’ho realizzato neppure ancora io) ma…

*rullo di tamburi*

M I  S O N O  L A U R E A T A

Ho passato un periodo meravigliosamente pieno. Mi sono sbattuta da una biblioteca all’altra, ho fissato appuntamenti con docenti, mandato mail, ho rispettato scadenze, imparato mille cose nuove, dato ultimi esami, tradotto libri dall’inglese antico, consultato i CIL(mai visti prima e che ho scoperto essere una magnifica figata), mi sono ritrovata a tradurre frammenti epigrafici dal latino, ho imparato a studiare in biblioteca (cosa che ho sempre detestato fare). Come se non bastasse ho iniziato a frequentare  il primo semestre di una laurea magistrale (ed ho capito che no, non era quella adatta a me), ho smadonnato con la segreteria per dei crediti che non mi avevano verbalizzato correttamente, ho rischiato infarti multipli in più occasioni.

Ho temuto di non ricordare il discorso di laurea, ho pregato in aramaico che ciò non accadesse e con mia immensa sorpresa non è accaduto.  Ho amato follemente il mio relatore, un pozzo inesauribile di saggezza e allo stesso tempo un gran bel pezzo di gnocco (che, per la gioia della mia dolce metà, è omosessuale quanto basta a non destare preoccupazione). Ho provato un’emozione fortissima nel trovarmi a discutere difronte ad una commissione di sette docenti e ho tremato nel sentire pronunciare queste parole “La dichiaro dottoressa in Lettere”.

In effetti se ci ripenso, tremo ancora.

Ma la cosa straordinaria è che, per quanto, durante questo percorso, io abbia invocato i santi di tutti i calendari cristiani, ortodossi e islamici messi assieme…rifarei tutto.

Un’altra avventura, forse, sta per cominciare.

Fate l’università, non fate la guerra!

La più bella copertina di sempre.

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Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna.

Cambi di stagione in stile ideologico.

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Seguire le “mode” del momento sarebbe molto più bello se non ci si scordasse di quelle passate.

Al Qaeda pubblica nel proprio giornale la lista dei bersagli

APR News - quotidiano on line

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Tra il 30 giugno 2010 e il 24 Dicembre 2014, AQAP ha pubblicato 13 numeri della sua rivista, Inspire, in lingua inglese. In tre numeri, il 1 °, 10 ° e 13 °, tredici persone sono state nominate come obiettivi da eliminare, tra cui il capo redattore di Charlie Hebdo, Stephane Charbonnier.

Di queste 13 persone, 4 sono cittadini statunitensi, 3 danesi, 2 olandesi, 1 francese , 1 inglese, 1 svedese e 1 egiziano. La professione più mirata è quella dei giornalisti, il 62% (8).

AQAP ha messo una taglia sulle seguenti persone:

Carsten Luste, un giornalista danese che è stato capo redattore del Jyllands-Posten (da gennaio 2003 – aprile 2008), nel periodo in cui sono state pubblicate 12 vignette sul profeta Maometto nel settembre 2005.

Terry Jones, cittadino statunitense, pastore della Dove World Outreach Center di Gainesville, Florida. Ha attirato l’attenzione di tutto il mondo nel 2010…

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Giustizia (?)

Ok, li hanno presi, è tutto fantastico. Ma siamo sicuri che la loro morte sia stata la cosa più giusta?
http://larep.it/1BT8w5l

Je suis charlie hebdo.

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Troppo semplice combattere un matita con un kalashnikov.

#jesuischarliehebdo

Soddisfazioni

Benritrovati,

dopo quasi un anno di assenza dal blog ho ripreso in mano il mio portatile e ho ripreso a scrivere, no, amici miei, non fatevi trarre in inganno dal titolo di questo post.. non ho trovato ancora nessun giornale disposto a pagarmi per scrivere!( lo so che chiedo la luna, ma sono un’ etetrna sognatrice e non smetto di pensare che qualche povero disgraziato mi assumerà. Prima o poi. ).

Per ricominciare a tediarvi con le mie lamentele su questo “sporco” mondo del giornalismo mi ci è voluto uno scossone forte, e no amici, non illudetevi neppure sta volta è come pensate voi: la causa non è la denuncia fatta dal presidente dell’ODG alla cara Barbarella D’urso.

Il motivo è  che volevo rendervi partecipi di una mia personale gioa, quindi se vi va, date una lettura a questo articoletto, ci vogliono esattamente 40 secondi per leggerlo. Che vi costa? (ah, e non illudetevi neppure sulla maternità del pezzo! Non l’ho scritto io, in fondo vi avevo già avvertito che non avevo ancora trovato nessuno disposto sborsare per il sudore della mia tasiera)

http://gofasano.it/sport/altri-sport/25225-la-tao-fasano-al-trofeo-dei-due-mari-di-taranto.html

A breve vi delizierò con una dettagliata quanto minuziosa storiella sulle nuove direttive dell’ordine dei giornalisti che non riesco a digerire, neppure con l’Alka Seltzer, stile Jack Crowford ( la serie su Hannibal mi ha presa parecchio, dite che si nota molto?   )

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LOTTATE!

Lottate, ragionate col vostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere. Oriana Fallaci

Il laureato pentito

Sbagliare strada non è la fine del mondo

Il Lettore Curioso

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine. (Virginia Woolf)

Missione Giornalista

Il contrario della guerra non è la pace, è la creazione (Rent, il musical)

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